Scioperi spontanei contro i microchip

 

 Massimo Franchi, 19.3.2015 “Il Manifesto”

Fincantieri. A Riva Trigoso e Muggiano i lavoratori protestano unitariamente. Ma i sindacati sono divisi. Piattaforme e assemblee separate «Si preparano a firmare la consegna all’impresa»

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L'ingresso di uno dei siti Fincantieri

 

 

Scio­peri spon­ta­nei con­tro i micro­chip negli scar­poni per con­trol­lare i lavo­ra­tori e la richie­sta di oltre 100 ore di straor­di­na­rio non retri­buito. Nei tanti siti Fin­can­tieri sparsi sulla peni­sola la ten­sione è al mas­simo. La trat­ta­tiva per il rin­novo del con­tratto inte­gra­tivo azien­dale è vicina alla rot­tura. L’azienda gui­data dall’inossidabile boiardo di Stato Giu­seppe Bono — uno che per lun­ghezza di man­dato con­fer­mato dai vari governi farebbe impal­li­dire anche Ercole Incalza, è ammi­ni­stra­tore dele­gato del gruppo da 13 ben anni — con­ti­nua a chie­dere fles­si­bi­lità esa­spe­rata, tagli sala­riali, ester­na­liz­za­zioni delle atti­vità di scafo per quanto riguarda Riva Trio­goso e la sepa­ra­zione del com­parto della mec­ca­nica dal resto del cantiere.

E pro­prio da Riva Tri­goso (Genova) è scat­tato lo scio­pero spon­ta­neo dei lavo­ra­tori, poi appog­giato uni­ta­ria­mente da Fim, Fiom e Uilm. Quelle che dove­vano essere due ore di scio­pero per turno di lavoro, con blocco delle por­ti­ne­rie, si sono tra­sfor­mate in scio­pero ad oltranza. La dire­zione, secondo i sin­da­cati, pro­pone «ester­na­liz­za­zioni delle atti­vità di scafo e la sepa­ra­zione del com­parto della mec­ca­nica dal resto del can­tiere». «Ci chie­dono anche di rega­lare 104 ore di lavoro per le ex festi­vità o di lavo­rare gra­tis per mezz’ora ogni giorno, micro­chips posi­zio­nati nelle scarpe da lavoro», dice Ser­gio Ghio della Fiom. Lo scio­pero coin­volge gli 800 dipen­denti e i 500 addetti delle ditte esterne. «La Rsu ha deciso di pro­se­guire la lotta impe­dendo l’entrata ed uscita delle merci dal can­tiere pro­cla­mando una pro­te­sta a oltranza».
Poco dopo la pro­te­sta è arri­vata anche alla vicina Mug­giano (La Spe­zia). E oggi in entrambi i siti lo scio­pero sarà ripe­tuto. Pro­ba­bile che poi la pro­te­sta si estenda anche ad Ancona, Castel­lam­mare, Mar­ghera, Mon­fal­cone, Sestri Ponente.

La trat­ta­tiva va avanti da mesi. Ed è par­tita con la pre­sen­ta­zione di piat­ta­forme sepa­rate. Da una parte Fim e Uilm, dall’altra la Fiom. Mar­tedì la quasi rot­tura. Con la Fiom che ha ten­tato, senza suc­cesso, di ricom­porre lo strappo. In una let­tera il respon­sa­bile Fiom Bruno Papi­gnani ha chie­sto agli altri sin­da­cati « di indi­re ­due ore di assem­blea, un pac­chetto di 12 ore di scio­pero e di sot­to­porre even­tuali ipo­tesi di accordo al voto vin­co­lante dei lavo­ra­tori in tutti i can­tieri tra­mite refe­ren­dum a voto segreto».

Ma Fim e Uilm hanno rispo­sto pic­che. «In tutta Ita­lia abbiamo pro­cla­mato 4 ore di scio­pero e assem­blee — spiega Michele Zanocco della Fim — . Non siamo nella con­di­zione di dover ria­prire un tavolo visto che 13 e 14 aprile ci rive­diamo con l’azienda. Le distanze sono abis­sali sull’aumento ora­rio di 104 ore non retri­buiti, ma la Fiom sta pren­dendo a pre­te­sto cose smen­tite da azienda o rego­late dalla legge come i micro­chip negli scar­poni o la ridu­zione dei per­messi per la legge 104 (assenze per cura dei fami­liari, Ndr) dove invece è stato chie­sto sem­pli­ce­mente se fosse pos­si­bile sta­bi­lire giorni di uti­lizzo, sotto forma di auspi­cio e basta. Le assem­blee? Le Fiom le ha già fatte da sole. Il pro­blema è che dal primo di aprile con la disdetta dell’integrativo pre­ce­dente i lavo­ra­tori potreb­bero tro­varsi 3500 euro annui di monte salare in meno», chiude Zanocco.
«Ho paura che la stra­te­gia di Fim e Uilm sia solo un modo per otte­nere qual­che risul­tato finto, men­tre il docu­mento in gene­rale con­se­gna il sin­da­cato e i lavo­ra­tori all’impresa», ribatte Papi­gnani. m. fr.